LAVIANO

Laviano è uno dei luoghi più belli di una terra già di per se meravi- gliosa. Su questo colle nacque Margherita nel 1247. A Laviano trascorse la sua infanzia e l’adolescenza. Rimasta orfana di madre, osteggiata dalla matrigna, viene cresciuta da una signora del luogo, Donna Manentessa, forse la sorella del parroco di Laviano, dalla quale riceve una educazione raffinata: in qualunque luogo o situazione essa verrà a trovarsi, saprà sempre come comportarsi, sia con i nobili di Montepulciano, sia con i poverelli di Cortona. A sedici anni fugge di casa per corrispondere all’amore di Arsenio, un giovane cavaliere di Montepulciano, della nobile famiglia dei Del Pecora, che le ha promesso di farla sua sposa. Giovane e bella, per nove anni fu la signora indiscussa di Montepulciano. Riuscì forse a regolarizzare la sua unione, comunque nel suo cuore c’era sempre la nostalgia di Dio.

 “Che sarà di te, Margherita vanerella?” le chiedevano le sue amiche, e lei, con un pizzico di civetteria e con una precisione davvero profetica, rispondeva: “verrà un giorno che verrete alla mia tomba con il bordone e la bisaccia da pellegrini”. A rendere ancor più felice questa unione nacque un figlio.

Questo stato di cose non durò a lungo. Infatti, mentre si trovavano in una loro proprietà, ai Palazzi, nei pressi della selva di Petrignano, durante una battuta di caccia, Arsenio fu ucciso. Quel luogo dove la giovane Margherita, con la guida del cane, trovò il cadavere di Arsenio, dalla pietà dei fedeli è stato chiamato

 il Pentimento.

LAVIANO, la casa dove nacque S. Margherita

LAVIANO, la Chiesetta di S. Vito e Modesto, frequentata da S. Margherita

1972 S. Margherita torna a Laviano nel 700° della sua Conversione, foto tratta dl film “IL RITORNO DI S. MARGHERITA”.

LAVIANO, interno della Chiesetta di S. Margherita, Basamento dll’Altare proveniente dalla Chiesa di S. Basilio a Cortona, restaurata da S. Margherita e usata da lei come 3° Cella.

POZZUOLO UMBRO

È un piccolo paese di origini antichissime, come è attestato dalle numerose tombe etrusche rinvenute nel secolo scorso e da vasi di ceramica del IV sec. a.C. attribuiti ad un cosiddetto “Pittore di Pozzuolo”. Uno di questi vasi è conservato al Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

Già prima dell’anno mille, precisamente nel 964, “sotto Ottone I, faceva parte del Ducato di Chiusi, era posto nella più bella parte del ducato e aveva un giudice e un magistrato proprio”.

Nell’anno 1026 viene donato da Corrado II al monastero di Campoleone, vicino ad Arezzo. Nel 1191 nella Bolla di Papa Celestino III si parla della “curtem de Puteolo, con Capella Sancti Petri”, che fa parte dei beni del Vescovo di Chiusi. Nel 1278 “la Villa di Pozzuolo conta 72 focolari, circa 274 abitanti, mentre Laviano conta 34 focolari, circa 129 abitanti”.

Per difendersi dalle scorrerie delle bande di ventura, l’’ Universitas populi villae Pozzoli” chiede al Comune di Perugia di costruire, a proprie spese, le mura attorno al centro abitato. Il permesso viene

accordato: è 1°11 aprile, il sabato santo, dell’anno 1383. Tali lavori furono subito intrapresi, secondo un dettagliato progetto approva- to dai Magistrati perugini, e vennero ultimati entro il 1388.

Nel ‘400 nasce a Pozzuolo Piero Antonio di Niccolò, raffinato miniatore, che è attivo in Perugia verso la

metà dello stesso secolo; i suoi codici sono conservati nel Monastero di San

Pietro. Nel ’600 il paese si arricchisce del Palazzo Moretti, l’edificio più importante  anche attualmente, che

dovrebbe diventare un Antiquarium, un piccolo Museo per raccogliere le numerose antichità del luogo.

Da pochi anni è stata completamente restaurata, “con le limosine dei fedeli” come era avvenuto per la sua

costruzione. È a croce latina, ci sono quattro altari. Sopra l’altar maggiore vi è una tela settecentesca con l’immagine dei  Santi Patroni Pietro e Paolo. Sempre sulla. parete di fondo, sopra l’acquasantiera un Angelo orante di scuola robbiana. Altre due tele che si trovano sulla cappella destra sono del Garbi, “La Comunione degli Apostoli” e “La Madonna in trono con Angeli e Santi”. Il fonte battesimale è la parte più

antica della Chiesa, anche nella ricostruzione della Chiesa, per rispetto alla Santa, fu lasciato nella posizione e nella forma che ha ancora Oggi. In occasione del 750° anniversario della nascita di Margherita è stato arricchito di uno splendido mosaico ad opera di Padre Ugolino da Belluno. Porta la scritta in latino: “Hic renata est Sancta Margarita 1247-1297”.

POZZUOLO, la Chiesa dove fu Battezzata S. Margherita

Pozzuolo, interno della Chiesa, il Fonte Battesimale dove fu Battezzata S. Margherita.

I PALAZZI, residenza di Arsenio, dove Margherita visse dopo la fuga da Laviano.

Montepulciano, il Palazzo Del Pecora, casa di Arsenio

Petrignano 

PETRIGANO IL PENTIMENTO.

C’era fino a poco tempo fa una immensa quercia, sradicata dal vento e sostituita  nel 2019 , quasi protetta dalle sue fronde, una piccola Chiesa: l’Oratorio appunto del Pentimento, costruita nel 1756 a ricordare quel tragico evento. Da quel momento quella che era stata la regina delle feste diventa la vedova derelitta.

Respinta dalla famiglia di Arsenio, Margherita torna a Laviano, alla casa natale, che possiamo ancora vedere, ma anche qui ì, non trova sorte migliore: “per istigazione della tua matrigna, tuo padre ti scacciò di casa senza alcuna paterna pietà” e proprio davanti alla chiesa dei Santi Vito e Modesto, oggi Santuario della Conversione, Margherita prende la decisione di dedicare a Dio la sua vita. E dopo una notte intensa di lacrime e di preghiere si incamminò verso Cortona, verso la Santità. Era l’autunno del 1272.

PETRIGNANO, la Cappella del Pentimento, con la quercia dove fu ritrovato da S. Margherita il corpo di Arsenio.

PETRIGNANO, interno della Chiesa del Pentimento.

LA RENAIA, casolare dove fu ospitata per la notte S. Margherita durante cammino verso il Colle di Cortona.

CORTONA, PORTA BERARDA, la porta da dove fece ingresso in Città S. Margherita.

Riapertura di PORTA BERARDA nel 2019 per il Pellegrinaggio in Onore di S. Margherita nella Festa di Maggio.

CORTONA, PALAZZO MOSCARI, la seconda Cella di S. Margherita

La Chiesa di S. Francesco in Cortona, frequentata da S. Margherita.

L’Ospedale S. Maria della Misericordia di Cortona, fondato da S. margherita.

Cortona e i pressi del Santuario

“IN QUESTE VICINANZE S. MARGHERITA PENITENTE VI RACCOLSE IL PRIMO INFERMO E FONDO’ POI L’OSPEDALE DI CORTONA”

La Chiesetta di S. Basilio restaurata da S. Margherita che conteneva la 3° cella dove visse gli ultimi anni della sua vita. Vista in una copia di Pietro Lorenzetti, tratta da ” Santuario di Santa Margherita da Cortona guida storico artistico di Edoardo e Paolo Mori”.

L’attuale Santuario di S.Margherita che racchiude lo spazio dove sorgeva l’antica Chiesetta di S. Basilio e la 3° Cella di S. Margherita e dove è conservato e venerato il suo Corpo.

Luogo dove si trovava la 3° Cella di Margherita.